Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Una storia di Natale che sembra un film, ed infatti è tratta da un fortunato libro illustrato per bambini della HarperCollins, disegnato da Judith Kerr. E’ lo spot realizzato per la campagna natalizia della catena Sainsbury’s, un bell’esempio di storytelling, coinvolgente e divertente.

In più, l’azienda, in collaborazione con l’editore, donerà tutto ricavato della vendita del libro a Save the Children per finanziare un progetto di educazione destinato a migliorare l’alfabetizzazione infantile nelle scuole inglesi

giorgione tempesta
Sereno variabile: il futuro della pubblicità on line dopo lo IAB Forum

Sul twitter nazionale, il tag #iabforum è stato un trending topic per entrambi i giorni dell’evento -1 e 2 dicembre scorsi- segno incontestabile della mobilitazione del popolo “digitale” rispetto a quella che è diffusamente ritenuta la principale manifestazione italiana dedicata all’adv online (14.000 le presenze “fisiche” nella due giorni milanese).

Tanto più che quest’anno i dati sembrano aver scaldato i cuori di molti protagonisti del settore: +10% rispetto al 2014 (crescita in flessione rispetto al +12,7% del 2014 sul 2013), con un aumento di 202 milioni rispetto allo scorso anno, e un valore complessivo di 2,15 miliardi di euro (dati dell’Osservatorio Internet Media della School of management del Politecnico di Milano). Oggi, in breve, il mercato della pubblicità su Internet vale circa il 30% del totale investimenti pubblicitari sui media (pari a 7,2 miliardi di € includendo tv, stampa, radio e Internet).

L’incremento maggiore è quello dei social network (+63% rispetto al 2014), seguito da quello dei video (+19 % sull’anno passato), che crescono sia su mobile sia su pc. Parlando di device, si registra l’ottima performance degli smartphone, che attirano 452 milioni di euro di investimenti (erano 293 lo scorso anno).

 

Numeri importanti e titillanti per il comparto, dietro i quali però si nascondo pericoli in agguato. Anzi, c’è chi dice addirittura che alcuni segmenti (display in primis) siano destinati a morire di morte lenta. Perché la pubblicità sul web viene sempre più percepita come pervasiva ed inutile dagli utenti. Sugli smartphone, la sensazione è che essa consumi batteria, rallenti la navigazione e consumi megabyte, che possono far superare la soglia prevista dal piano dati, comportando costi aggiuntivi. Banner, video e popup possono risultare insomma tanto più inopportuni quanto più gli schermi sono piccoli.

Per rendersene conto, basta osservare il grafico delle installazioni degli ad-blockers sui dispositivi:

 

Una crescita continua che non potrà che alimentarsi, una volta raggiunta una massa critica di persone comuni (da diversi anni infatti gli ad-blockers vengono utilizzati da una nicchia di utenti “hi-tech”). Secondo l’osservatorio PageFair, circa 200 milioni di persone nel mondo utilizzano già dei sistemi anti pubblicità. Da sottolineare che negli ultimi 12 mesi è stato registrato un incremento del 41% delle installazioni, causa nei primi sette mesi dell’anno di una perdita per mancati introiti pubblicitari di 22 miliardi di dollari. Rimanendo in Italia, il fenomeno coinvolgerebbe addirittura il 27% degli utenti (ma secondo altre fonti il dato va dimezzato).

Ennesimo sintomo delle difficoltà incontrate dalla pubblicità display è la nascita di nuove (o vecchie?) tecnologie, come Google Contributor, per ora disponibile solo in USA, un nuovo servizio che permette agli utenti di visualizzare meno pubblicità di google sui siti che abitualmente essi visitano, dietro il compenso di una fee mensile: da 2, 5 e 10$ per rimuovere rispettivamente il 5-15%, il 15-25% e il 25-50% dei banner AdSense. Gli importi versati dagli utenti vengono poi divisi tra i publisher e BigG.

 

In sostanza, quello dei sistemi di blocco degli annunci sembra essere un terreno di scontro importante che coinvolge anche il tema della privacy degli utenti. “Utilizzare software come Adblock è un dovere di ogni utente sulla rete” ha detto alcuni mesi fa l’attivista Edward Snowden. Probabilmente, chi riuscirà a creare lo strumento perfetto per contemperare gli interessi degli utenti, degli editori e degli inserzionisti sarà protagonista di un cambiamento importante del mercato di cui per il momento si avverte solo l’urgenza ma non si scorgono i contorni.

Spot natalizi: si aprono le danze

Un mese e mezzo al Natale. Il momento perfetto per il lancio delle prime campagne natalizie e dei primi spot natalizi. Tra i tanti video passati in rassegna, ci ha colpito quello della John Lewis, azienda di commercio all’ingrosso inglese.

In una settimana di pubblicazione su youtube, il video ha già registrato più di 12 milioni di visualizzazioni, diventando presto virale grazie ad un mix di ingredienti molto azzeccati: la musica, la storia, le lacrime, il rapporto intergenerazionale (bambina-anziano).

Beh, buona visione!

Duty of Care, la nuova frontiera del charity marketing

La fondazione inglese War Child punta sui canoni del videogioco per promuovere la sua campagna di raccolta firme da portare all’attenzione del Summit Mondiale Umanitario delle Nazioni Unite di maggio 2016, al fine di sensibilizzare i governi nel prendere misure per la protezione dei bambini colpiti dai conflitti, vittime di violenza e abusi.

 

Il video-progetto si chiama Duty of Care, un nome che richiama il famoso videogioco “Call of Duty: World at War“. Pubblicato una settimana fa sul canale youtube della fondazione, il video ha già collezionato più di 110.000 visualizzazioni, mentre le firme raccolte al momento sono circa 3.500. Ciò significa che il “tasso di conversione” (dal video alla firma) è circa il 2.9%. Un risultato che potrebbe essere letto come una bocciatura da parte degli utenti. Di sicuro, va detto che il video ha un impatto notevole e presenta immagini forti che potrebbero urtare la sensibilità di certe persone.

 

Girato tutto in soggettiva, il video ha per protagonista Nina, una bambina di nove anni in fuga dai soldati che vogliono ucciderla insieme al padre.  Tensione, paura, velocità, suspense: nel video ci sono tutti gli elementi dei videogiochi FPS (first person shot), mentre tra gli elementi narrativi troviamo sparatorie con schizzi di sangue sui muri e stupri di guerra (soltanto accennati, per fortuna).

 

Funzionerà tutto questo?

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Ironia francese nella nuova campagna GLS

Cosa fa grande una compagnia di corrieri espresso?

Portare il pacco giusto, nel posto giusto, al momento giusto.

Proprio quello che promette la nuova campagna francese per il marchio GLS.

Tre immagini molto divertenti, graficamente moderne ma da un gusto retrò che richiama i vecchi Carosello nazionali.

Idee interessanti per una promozione turistica efficace

Quali sono i migliori ingredienti del successo in campo pubblicitario?

 

Le persone e le loro storie. L’ennessima conferma arriva da questa originale campagna di promozione realizzata dall’ufficio turistico del cantone svizzero di Graubünden.

 

Al centro della stazione di Zurigo un cartello pubblicitario”vivo”, animato da un simpatico e arzillo montanaro collegato via webcam dalla sua casa sul cucuzzolo della montagna, invita i curiosi passeggeri in transito ad andarlo a trovare il giorno stesso nell’idilliaco villaggio alpino di Vrin. Dopo un breve scambio di battute e di sorrisi rassicuranti, ecco calare nella fessura sotto il billboard il biglietto del treno prontamente stampato valido per quello stesso giorno.

 

Esplicito il messaggio: per un giorno lascia perdere la città e la sua frenesia, e rifugiati nella pace e nella bellezza delle montagne svizzere a due ore e mezza di treno (già che sei in stazione…approfittane per conoscere una nuova persona interessante e un nuovo posto incantevole!).

 

Il video che racconta tutta la storia è divenuto virale in poche settimane. Complimenti!

presentazione palinsesto la7 copia
Qualità, sinergie, approccio concreto: gli ingredienti migliori per una strategia comunicativa efficace

Trasferta interessante quella di ieri a Milano, dove l’agenzia, rappresentata dal titolare Maurizio Obljubech, è andata ad ascoltare la presentazione del palinsesto del gruppo La7 per la stagione 2015-2016, nella bella cornice del Superstudio.

 

A far gli onori di casa l’editore Umberto Cairo, molto preciso e lucido nella sua analisi, che condividiamo appieno. In sostanza, la sua tesi è stata: è sempre più strategicamente importante mantenere alta la qualità dei prodotti per riuscire ad intercettare un pubblico di persone attento e con propensione di spesa elevata,  maggiore di quella della media nazionale, oggi sempre più compressa. Se infatti, secondo l’Istat, i consumi medi per famiglia ammontano a 2.488,50 euro al mese, le notevoli differenze tra gli estremi della forbice fanno sì che il 10% più povero delle famiglie spenda in media 1.034,90€, mentre il più ricco 4.304,01€, più di 4 volte tanto. E’ chiaro quindi che i punti di share conquistati dall’emittente vanno pesati rispetto a queste variabili economiche, perché anche differenze apparentemente minime (di 1 o 2 punti), se relative ai giusti target, possono rendere gli investimenti in comunicazione efficaci e profittevoli. In una società sempre più polarizzata,  la qualità dell’audience tende a divenire importante come la quantità. E’ assolutamente fondamentale, poi, valutare gli investimenti fatti in termini di incrementi di fatturato, oltre che di visibilità, notorietà, etc. Non solo è possibile ma diremmo doveroso.

presentazione palinsesto la7bis copia

Maurizio Obljubech, titolare dell’agenzia O’ blu back, al Superstudio di Milano

Informazione e approfondimenti, nuove serie tv, intrattenimento intelligente, leggerezza e simpatia con Crozza ed il talent “Il boss dei comici” in onda dal prossimo ottobre. Queste le novità con le quali La7 si presenta alla sfida del mercato, cercando di acquisire pubblico e credibilità agli occhi degli investitori.

Rispetto a quest’ultimo obiettivo, riteniamo che esso possa essere raggiunto più agevolmente innescando rapporti sinergici tra il gruppo e le agenzie di comunicazione, che possono contribuire a presentare alle aziende i punti di forza della Rete e le possibilità esistenti in termini di spazi, target e investimenti. Tale lavoro congiunto potrebbe essere portatore di elevato valore aggiunto, dato dalla conoscenza approfondita dei territori da parte delle singole agenzie e dalla visione delle stesse in termini di strategie di marketing e mercati di riferimento.