C’erano una volta i fotoreporter professionisti

Del simpatico video pubblicitario dell’agenzia fotografica Latinstock, che distribuisce contenuti video e fotografici in tutto il Sudamerica, ci piace soprattutto il messaggio finale: “Real moments deserve real photographers”. Un concetto che, nell’era odierna, in cui (sulla Terra) il numero delle persone provviste di smartphone supera quello dei possessori di toilette, potrebbe fare anche sorridere e richiamare alla mente l’ultimo giapponese intento a guerreggiare nell’isola deserta, dopo che la guerra è finita da un pezzo.

Insomma, il bell’esempio di storytelling utilizzato dall’agenzia DD9DDB di Sao Paulo, è un modo intelligente per affermare che “i momenti che meritano di essere immortalati fotograficamente non possono essere affidati a non professionisti” . Un’affermazione condivisibile, non solo dai fotoreporter professionisti, ma che è ormai difficile pronunciare senza il rischio di cadere nel ridicolo, pensando ai milioni di siti (anche affermati e di qualità) i cui contenuti, user-generated, viaggiano per il mondo e vengono ripresi anche dai media mainstream.

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