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Il falso migliore dei veri

La comunicazione politica è da sempre, e negli ultimi anni ancora di più, il grande regno dell’improbabile. Come è noto, purtroppo, in occasione di ogni competizione elettorale, i candidati danno sfoggio del loro peggiore pensiero creativo, cercando di attirare l’attenzione degli elettori e di aggiudicarsi qualche voto in più. Il risultato è spesso un divertente e pazzo “carnevale del trash” che finisce per diventare “cultura popolare” e patrimonio comune, una volta che viene condiviso attraverso i social network.

Visto che ogni grande testata pubblica ogni volta una gallery con le peggiori brutture elettorali, anche noi non vogliamo essere da meno. Ecco, quindi, una breve panoramica del meglio della campagna elettorale per il Veneto, la regione in cui viviamo e lavoriamo.

Ovviamente, tutti i manifesti citati appaiono in questa bella rassegna soltanto perché ci hanno colpito da un punto di vista estetico/comunicativo. Dalla loro presenza in questo spazio, quindi, non deriva nessun tipo di giudizio politico da parte nostra in merito ai candidati.

 

A parlar chiaro si va

Vince la categoria…

l’headline ruspante di Elsa Colomberotto (Lista Il Veneto del Fare): “Prediche curte, luganeghe longhe”. Notevole anche la foto e la camicia scelta per rapprasentare l’affidabilità della candidata.

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Giochi di parole

Vince la categoria…

il “Più giga per tutti” utilizzato da Jacopo Berti (candidato governatore per il M5S) per promuovere la diffusione della banda larga e del wi-fi gratuito.

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Menzione d’onore però per la seguente chicca: un santino stampato per una lista che non ha raggiunto il numero di firme sufficiente ad essere ammessa al voto.

Immagine tratta da santinidimerda.tumblr.com

Immagine tratta da santinidimerda.tumblr.com

 

Parità di genere

Anche qui due fantastici (temerari) esempi da segnalare, esempi cristallini della scomparsa di temi, principi, mood femministi nello spazio comunicativo pubblico.

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Détournement

Standing ovation per il candidato Giovanni Tonella, che si presta ad una rilettura di una famosa pubblicità degli anni ’80, giocando sul suo cognome:

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Da facebook

 

Estetica

Di questo manifesto elettorale sono molte cose che colpiscono: il messaggio “Adesso si cambia” rafforzato dall’immagine del pannolino (pulito) tenuto saldamente in mano mentre nella parte inferiore dell’immagine si vede un neonato agitare al vento le sue floride gambette; il mitico font Comic Sans usato per il cognome del candidato; l’accostamento dei colori celeste-verde acqua-rosso…

 

da santinidimerda.tumblr.com

da santinidimerda.tumblr.com

 

Lorenzo Manfro, il candidato finto dall’appeal più che mai vero

Ha fatto molto discutere nelle scorse settimane l’avventura di Lorenzo Manfro, avvocato di 44 anni del piccolo comune di Monteforte d’Alpone, che, non digiuno di politica, si è lanciato in una (finta) candidatura a governatore, supportato da alcuni amici, molto preparati in fatto di comunicazione. Il risultato è stato un’ampia visibilità a livello locale e nazionale, con articoli su La Stampa ed altre testate, profili social molto seguiti, endorsement di peso come quello di Oliviero Toscani.

D’altronde i materiali comunicativi prodotti dal suo team sono certamente superiori alla media di quelli “veri” in circolazione, e ordini di grandezza superiori rispetto a quelli presentati in questo articolo.

Ironia, cura delle immagini, grafica ordinata e pulita, hashtag azzeccati, irriverenza quanto basta. Leitmotiv: il piacere del bere e del vino in particolare, di cui Manfro sembra essere molto esperto. Non per niente, si candida “Per il bere comune“. Vai con la gallery:

 

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