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Instagram stories apre alla pubblicità

Instagram è uno dei social in più forte crescita. Per questo sta diventando un canale sempre più appetibile per la comunicazione aziendale. Ultima novità è la possibilità di comparire all’interno delle Instagram Stories, ovvero quei racconti foto e video che durano solo 24 ore e che sono visualizzati ogni giorno da 150 milioni di utenti (+50 milioni da ottobre 2016). Ora è possibile inserire spot a tutto schermo, misurandone i risultati: le inserzioni compariranno automaticamente al passaggio dal post di un amico ad un altro, aumentando l’offerta di spazi advertising. Una novità particolarmente interessante se si considera che il 70% degli utenti Instagram segue almeno una delle aziende presenti sul social e che un terzo delle storie più viste è pubblicato proprio da una di esse.

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The Love Index

Accenture Interactive e Fjord hanno pubblicato la loro indagine  “The Love Index 2016”, volta a capire cosa induce le persone ad amare un prodotto o un brand, misurando in particolare i servizi e le esperienze che essi offrono. La scala di valori utilizzata, raggruppata sotto il nome Fresh, comprende:
Fun: è in grado di mantenere viva l’attenzione in modo divertente.

Relevant: permette di trovare facilmente informazioni chiare e personalizzate.

Engaging: eisponde alle esigenze degli individui e si adatta alle loro aspettative.
Social: aiuta le persone a stabilire una relazione.

Helpful: è efficiente, facile da usare e si adatta nel tempo.
Lo studio, durato due anni, ha seguito un metodo rigoroso ed è partito da studi etnografici di tipo qualitativo, per poi creare un algoritmo esplicativo, e concludersi con sondaggi di tipo quantitativo su più di 26.000 persone residenti negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Brasile. Gli intervistati hanno valutato più di 70 brand nei settori automobilistico, bancario, turistico e retail sulla base di esperienze fisiche e digitali, e hanno nominato i loro brand “top of mind”, in relazione a un determinato settore senza alcun suggerimento.
Il risultato rivela che Netflix, Fitbit, Amazon, Apple e Facebook sono all’avanguardia in fatto di customer experience, risultando le aziende più amate e che negli Stati Uniti dettano il passo in termini di brand experience nei vari settori. Google è un altro leader nella customer experience in Gran Bretagna, mentre Netflix supera di gran lunga gli altri marchi in Brasile.
Di fatto, l’interazione degli individui con questi brand induce un aumento delle aspettative che nutrono nei confronti di altri prodotti e servizi che usano, creando un fenomeno stimolato dalla tecnologia che Fjord e Accenture Interactive chiamano le “aspettative liquide.”

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Work positive!

È l’augurio che O’blu back ha fatto alle aziende del Triveneto in occasione delle Festività natalizie. Un auspicio supportato da un direct mailing creativo, nel quale si evidenzia la filosofia alla base del nostro lavoro: solo chi crede nella famiglia e negli amici ha la serenità e l’energia per creare business di successo.

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O’blu back realizza il Manuale Corporate Identity Friulsider

Dopo aver creato il nuovo logo Friulsider al termine di una completa rivisitazione di tutta la brand identity aziendale, O’blu back ha provveduto a fornire il nuovo manuale di Corporate Identity: un volume superiore alle 50 pagine, contenente le guidelines relative al corretto utilizzo non solo del logo in tutte le sue forme e dei font, ma anche di tutti i materiali di comunicazione, dallo stationery agli annunci stampa, dagli espositori POP alla flotta aziendale. Un punto di riferimento indispensabile per rimanere coerenti nel tempo e nei diversi campi applicativi, rafforzando il coordinamento, la riconoscibilità e la notorietà del proprio brand.

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Panettoni indigesti

Il nuovo spot del panettone Motta ha utilizzato una creatività ironica per difendere la sua ricetta tradizionale del dolce natalizio, mettendola in contrapposizione a improbabili ingredienti di moda quali tofu, seitan, alghe e bacche di goji. L’effetto, a nostro avviso decisamente divertente ed efficace, ha però scatenato polemiche da parte di gruppi di salutisti vegani, che si sono sentiti chiamati in causa e presi in giro da questa scelta. Una indignazione in apparenza pretestuosa, che tuttavia fa riflettere su come le preferenze alimentari siano diventate un decisivo motivo di differenziazione, di stile di vita, di scelta ideologica. E quindi un argomento da trattare con particolare attenzione perché ricco di potenziale mediatico, magari da sfruttare provocatoriamente, e consapevolmente, per far parlare di sé e del proprio brand.

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Fissati con l’illustrazione

O’blu back, da sempre attenta ai giovani creativi italiani, ha affidato a Giordano Poloni, uno dei più interessanti nuovi illustratori, la realizzazione dell’artwork 2017 per il suo cliente Friulsider. L’illustrazione, che qui potete ammirare in anteprima, riprende creativamente il nuovo logo aziendale, che appare come ritaglio di cielo delimitato dalle cime di grattacieli in costruzione, mentre il tecnico Friulsider in primo piano si appresta ad iniziare il suo lavoro. Tra i precedenti clienti di Poloni ricordiamo: The Guardian, Scientific American Magazine, Capital, The New Scientist , Random House Australia, Wired UK, TIM Mobile. Un’elenco di assoluto prestigio, che ha orientato la scelta di O’blu back, confermata da una collaborazione e da un esito ottimali.

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Un brand per amico

Il settimanale  Oggi in collaborazione con Centromarca, ha presentato il 25 ottobre 2016, i dati della ricerca ‘Qualità della vita, informazione e prodotto di marca’. Dall’analisi condotta emerge che gli intervistati, in prevalenza donne (72%), hanno un atteggiamento verso gli acquisti dei prodotti di marca più razionale che emotivo e, a differenza che in passato, vivono il momento dell’acquisto come un piacere e non come un dovere. Il 59% dichiara di essere attento al rapporto qualità-prezzo, di confrontare varie alternative, di informarsi bene prima di effettuare l’acquisto e di essere disposto a pagare di più per un prodotto che lo soddisfi. Tra gli indicatori della qualità della vita, in particolare, risultano essere punti indispensabili la salute,un lavoro che piace, la sicurezza nel luogo in cui si vive  e le buone relazioni personali. In questo contesto, l’analisi ha indagato anche la relazione tra marche e ‘qualità della vita’ verificando una crescente attenzione per questo tema da parte dei consumatori. In tutti i settori analizzati, dal food alla cura della persona e della casa, con picchi ancora più rilevanti per il settore elettrodomestici, alle marche vengono riconosciuti competenza ed esperienza, un prezzo adeguato, unicità, lungimiranza e qualità delle materie prime. Tra le tematiche emergenti si segnalano, tra le altre, la capacità di relazione con i clienti, la condivisione, l’etica e l’attenzione all’ambiente . Un grande riconoscimento dunque, ma anche una forte aspettativa verso le marche, alle quali viene chiesto non solo di raccontarsi, ma di costruire con i consumatori vere e proprie  relazioni autentiche, basate su fiducia, trasparenza e attenzione alle loro esigenze.

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I giovani sono tecnoalcolisti

È quanto ha affermato Dan Pankraz, esperto di youth marketing e partner strategico di Nike Europa, nel corso di della sua ultima conferenza. Continua Pankraz: “Ai più giovani, sostanzialmente, i brand non interessano. Sono completamente assorbiti dai loro mondi e dal loro flusso comunicativo”. Per coinvolgere la generazione Z (formata dai nati dopo il 1995) è quindi necessario coinvolgere,  “creare ecosistemi narrativi che invitino gli utenti a partecipare e a migliorare la narrazione” che il brand fa di se stesso, puntando sulla spontaneità e sull’emozione.

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Your Fixing Factory: il nuovo pay-off Friulsider

Friulsider, tra le più importanti aziende italiane produttrici di fissaggi, ha affidato ad O’blu back l’incarico di trovare il nuovo pay-off aziendale. Dopo varie proposte, la soluzione scelta è stata: Your fixing factory. Spieghiamo in poche parole il perché. Your, perché solo grazie alle competenze e alla passione di chi lavora in azienda, all’opera della rete vendita, ai suggerimenti dei clienti, Friulsider ha potuto raggiungere gli straordinari risultati che la hanno portata ai vertici del settore. Fixing, perché la  vocazione aziendale, da più di 50 anni, è realizzare i migliori fissaggi per soddisfare le esigenze dei professionisti dell’installazione e di tutti coloro che ricercano solo il meglio per la propria attività. Factory, perché uno dei principali punti di forza di Friulsider è la capacità di produrre internamente tasselli, ancoranti, viti, bulloni, staffe, garantendo tutta la qualità del made in Italy. Un nuovo slogan quindi che riassume in tre parole l’anima di Friulsider e lo fa in inglese, per essere in sintonia con la vocazione internazionale che ha permesso all’azienda di essere presente in oltre 70 paesi nel mondo.

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Cresce il valore del Marchio Italia

Come ogni anno, Brand Finance – società di consulenza strategica che analizza le performance economiche dei marchi – in partnership con FDI Intelligence – il periodico del Financial Times che tratta gli Investimenti Diretti Esteri – analizza le performance dei brand nazione e ne misura il valore attraverso lo Standard ISO 10668.
L’immagine Italiana presso gli uomini di affari, interessati soprattutto al doing business è decisamente migliorata, ma comunque rimane troppo bassa. Diversamente, l’immagine presso i consumatori internazionali, interessati soprattutto agli acquisti di prodotti e servizi si conferma elevata. Al top l’immagine italiana presso i consumatori americani, mentre nettamente inferiore alla media tra quelli tedeschi.
Il miglioramento dell’immagine influenza sia gli investimenti esteri, sia le vendite di prodotti e servizi. Con la Nation Brands 2016 Brand Finance ha misurato il valore complessivo dei marchi italiani e del solo marchio Made in Italy, cioè la quota di valore originata dal fatto che il prodotto sia italiano. Entrambi i valori sono in crescita, il Made in Italy cresce molto (21%), mentre quello complessivo cresce comunque di un ragguardevole del 5%.